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lunedì 29 agosto 2011

...E Se i Calciatori Avessero Ragione????

Ne parlano tutti, si incazzano tutti e sembra essere il più grande problema che affligga il mondo in questo periodo quindi dopo svariati tentativi di evitare l’argomento purtroppo ci sono cascato anche io.
Ovviamente parlo dello “sciopero” dei calciatori che ha fatto slittare l’inizio del campionato si calcio di serie A, mettiamo in chiaro che la questione è piuttosto complessa ma meno complessa di quello che sembra e, dopo qualche piccola ricerca, forse i cattivi sono diventati i buoni e viceversa.

I nodi principali sembrano essere due: il rinnovo del contratto collettivo dei calciatori e questa fantomatica tassa di solidarietà; la cosa strana è che i calciatori dicono che hanno scioperato per il mancato mantenimento della parola data sul contratto collettivo mentre i presidenti accusano che sia per la tassa.

Partiamo dai calciatori: il contratto collettivo dei calciatori è scaduto nel 2010 e non è più stato siglato nonostante la promessa di presentarlo prima dell’inizio del campionato 2011; inoltre c’è da dire che l’ex presidente dell AIC Campana e i presidenti avevano già trovato un accordo verbale su tutto.
Sei mesi fa Damiano Tommasi subentra alla presidenza dell’AIC e la lega calcio e il presidente Beretta fanno una brusca marcia indietro sul contratto arenando le trattative pur avendo un accordo formale. I calciatori quindi oltre che a minacciare lo "sciopero" sono passati ai fatti.

Ora tocca ai presidenti: “non vogliono pagare la tassa di solidarietà e farla pagare alle società” questa è la frase che è circolata in questa settimane e quella che è passata come la motivazione dello “sciopero”. Se ci fermiamo un attimo capiamo che in questo ragionamento non funziona a pieno: il contributo di solidarietà è una tassa sul reddito è una sorta di super addizionale IRPEF quindi chi la paga è sempre il lavoratore dipendente.
L’unico modo per sviare questa cosa è far firmare un contratto al netto e non al lordo ma in Italia questo accade veramente poco e comunque in questo caso è un accordo tra lavoratore e datore di lavoro.

Aggiungo che i due discorsi non sono per nulla legati il contributo di solidarietà non c’entra assolutamente nulla con il contratto collettivo quindi qui c’è qualcuno che ci sguazza! E, secondo me ad un presidente questa settimana in più non ha fatto poi così schifo tra preparazione e completamenti della rosa il tempo stringeva.
La cosa è confermata dal presidente del Cagliari Cellino (uno dei 2 presidenti che sta dalla parte dei calciatori): che dice che l’impegno profuso della lega per fermare questo “sciopero” non è stato il massimo. Tanto che alla votazione del 24 agosto i presidenti presenti erano ben pochi e le società sono state rappresentate da avvocati o altri che ben poco sapevano della situazione.

La cosa strana che è passato il fatto dei calciatori ricchi e piagnucoloni, questo lo sono sempre, ma in questo caso forse un po’ di ragione la hanno, chi c’è andato dimezzo ovviamente ancora una volta sono i tifosi che se la sono presa con l’AIC. soprattutto quelli che hanno magaripreso biglietti e prenotato le trasferte.
I giocatori hanno commesso enormi sbagli: prima di tutto chiamare questa cosa Sciopero dato che non lo è perché non perdono una lira dello stipendio e la “giornata lavorativa” è solo rinviata e non cancellata. La seconda cosa non giocare le partite di campionato e giovare però delle amichevoli (per di più con biglietto a pagamento come Inter - Chievo).
E forse fare un passo indietro sarebbe stato meglio perché così la figura di M… l’hanno fatta loro pur avendo buona parte della ragione.

Segnatevi questa data perché credo che non accadrà mai più che io dia ragione ad un calciatore e, a dire il vero, mi sento un po’ strano… vi lascio e vado a dare fuoco ai miei vestiti!

giovedì 30 giugno 2011

Special Olympics and "Special TV"

7.500 atleti, 25.000 volontari, 3.000 tra allenatori e giudici, 185 paesi del mondo rappresentati, migliaia di giornalisti e spettatori da tutto il mondo: questi sono i numeri che girano attorno ai giochi mondiali estivi Special Olympics.
10 giorni di gare in corso ad Atene dal 25 giugno al 4 luglio in cui gli atleti si sfideranno in circa ventidue discipline: nuoto, atletica, badminton, basketball, beach volley, bocce, bowling, ciclismo, equitazione, calcio, golf, ginnastica, judo, kayak, sollevamento pesi, pattinaggio, vela, softball, tennis tavolo, pallamano, tennis, pallavolo.

188 persone formano la pattuglia italiana tra atleti allenatori, accompagnatori e delegati… numeri che testimoniano la grandezza della manifestazione che potrebbe anche essere definita l'evento sportivo dell'anno per partecipazione e copertura mondiale tanto che Mamma Rai ci degna anche di qualche immagine.
L’ironia è facile dato che la rai ha iniziato a trasmettere immagini da ieri, 29 giugno, con la differita della cerimonia di apertura su rai sport 2; a quanto pare ci saranno altre immagini trasmesse sulla stessa emittente anche se non si capisce ancora bene cosa, come e in quale quantità.

Beh insomma la qualità del servizio trasmesso resta sempre quello a cui siamo abituati non voglio fare le pulci ai palinsesti RAI ma vorrei tanto capire da dove deriva la scelta di iniziare a trasmettere con le differite 5 giorni dopo l’apertura (ma chi si accontenta gode…).
Io alzo gli occhi al cielo e spero davvero che non sia per questione di Auditel (dato che sul web i contatti su siti legati alla manifestazione sembrano altissimi) perché saremmo di fronte alla vergogna più totale facendo cadere ogni tipo di significato di questa manifestazione.

“Che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze” è il giuramento degli atleti di special olympics e si commenta da solo. Sarò forse accusato di far uso della solita retorica ma credo che questo sia uno dei pochi momenti dove lo sport resta solo ed esclusivamente sport, festa, divertimento, impegno e forza di volontà nel superamento di ostacoli e barriere che probabilmente noi “abili” faremmo parecchia fatica a superare.


HIGHLIGHTS CERIMONDIA DI APERTURA DI ATHENS 2011