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lunedì 18 luglio 2011

Minzolini e le donne

Il fatto accaduto qualche giorno fa è l’ennesima dimostrazione di professionalità, altezza di valori, serietà e equità che contraddistinguono da sempre il superdirettore del TG1 Augusto Minzolini.

Andiamo con ordine: il 9 e il 10 luglio scorsi a Siena si sono riunite le donne di “Se non ora quando”:  un gruppo di italiane provenienti da ogni angolo del paese radunatesi per discutere di diritti, lavoro, politica e altri temi di importanza sociale.
All'evento hanno partecipato 2000 donne appartenenti ad ogni schiera politica e sociale ma forse un movimento simile non ha abbastanza fascino per interessare alla popolazione, o almeno non lo ha per il principale telegiornale della tv di stato che non ne ha dato alcuna notizia.

Ma il problema oltre al dare o non dare una notizia ma sta nelle scelte editoriali infatti il TG1 domenica 10 luglio ha trasmesso un servizio "al femminile" ma riguardava una corsa di donne su tacchi a spillo svoltasi a Mosca. le reazioni non tardano a venire infatti tredici giornaliste del TG1 hanno scritto una lettera di protesta al direttore generale della Rai Lorenza Lei.

Minzolini non è nuovo a queste cose ma povero non è mica colpa sua se ha l’attitudine a creare dei macelli; qualche tempo fa infatti il Super Direttore è riuscito nell'arduo compito di creare una campagna di protesta chiamata “prescrizione non è assoluzione”.
Ovviamente Minzolini non si è fatto promotore dell’iniziativa popolare ma un po’ di merito va dato anche a lui in quanto, questo movimento, ha raccolto oltre 200mila firme in 5 giorni per chiedere al direttore la rettifica su una piccola imprecisione tecnica (la gente è pignola quando vuole) in merito a delle sentenze riguardanti il Presidente del Consiglio.
Per dovere di cronaca la richiesta è stata fatta esattamente 506 giorni fa ed  è stata ignorata da ben 3 direttori generali. Beh ma si sa che domandare è lecito, rispondere…

IL SERVIZIO MANDATO DAL TG1

di seguito vi scrivo il testo della lettera aperta delle giornaliste RAI:
Egregio direttore,
ci rivolgiamo a lei che abbiamo salutato con entusiasmo al suo insediamento, in quanto primo Direttore Generale donna. Siamo alcune giornaliste del TG1, professioniste che–con vari ruoli e storie diverse tra loro – da anni lavorano per informare i cittadini – tutti – nello spirito del servizio pubblico, nel rispetto del pluralismo e della completezza dell’informazione . Siamo anche cittadine e utenti e dobbiamo esprimere il nostro disagio nell’avere assistito al silenzio della prima testata di fronte al movimento delle donne radunate a Siena – oltre 2000 -, un evento trasversale , con 200 comitati , registe, attrici, scrittrici, operaie, rappresentanti sindacali , deputate di vario colore politico, che tutte insieme hanno rivendicato il proprio diritto a costruire un paese più equo, anche per donne. Dignità del lavoro, maternità, progressioni di carriera, precariato, immagine pubblica: questi i temi che abbiamo visto rappresentati nelle maggiori testate, tranne la principale, il TG1. Nella due giorni del movimento di Siena , non abbiamo visto andare in onda neanche un servizio che informasse sull’evento, in compenso però nell’edizione di domenica 10 luglio delle 13,30, abbiamo assistito alla corsa delle donne sui tacchi a spillo. La scelta del silenzio della prima testata penalizza il diritto di tutte le donne che pagano il canone a essere informate sugli eventi che le coinvolgono e ci conferma nel convincimento che urge un rinnovamento di mentalità per un’informazione più vicina alla gente, ai problemi delle donne, dei giovani e dei soggetti più deboli e penalizzati, auspicando che avvenga presto,

Cordialmente
MARIA LUISA BUSI, ALESSANDRA MANCUSO, TIZIANA FERRARIO, MARIA GRAZIE MAZZOLA, ELISA ANZALDO, SIMONA SALA, GIOVANNA ROSSIELLO, DONATELLA SCARNATI, CINZIA FIORATO, EMANUELA TALANI, LUCIA DURACCIO, KARINA LATERZA, FELICITA PISTILLI

giovedì 7 luglio 2011

Santoro o Morte!

Oggi si riunirà il CDA della RAI dove si discuterà anche di copertura legale per Milena Gabanelli e Michele Santoro ed è proprio di quest’ultimo che voglio parlarvi.
Metto in chiaro che di tecnicismi legali ne so meno di zero ma credo che un’azienda che si occupa di servizi editoriali, a mio parere, è tenuta a dare sostegno e a difendere i proprio dipendenti salvo in casi dove le colpe siano evidenti e oggettive; sembra una soluzione semplicistica ma in fin dei conti a me pare logica… 

Torniamo a Santoro: dipendente della RAI con cui è in guerra dal giorno della sua assunzione, vittima dell’Editto Bulgaro insieme a Biagi e Luttazzi, furbo a sfruttare questa ingiustizia anche negli anni a seguire.
Il miei giudizi su Santoro sono Molteplici e tutti differenti tra loro, spesso mi trovo in accordo con quel che dice, sono anche io concorde nel dire che la libertà di stampa in Italia sia lontana da raggiungere ma in fin dei conti io non lo sopporto. L’atteggiamento da perseguitato per ogni singola critica o polemica mi fa veramente torcere le budella.

Non vorrei mai fare paragoni con l’atteggiamento dei due compagni di sventure “bulgari” perché Biagi a livello di freddezza e di lucidità è irraggiungibile, Luttazzi ha alzato la voce si è ribellato anche con durezza ma evitando piagnistei a differenza di Michele “calimero” Santoro.
Ma risaltiamo ai giorni nostri: Santoro lascia la Rai e va a LA7 facendola passare come quell’isola felice della libertà di parola ma anche l’emittente di Telecom Media tentenna e rifiuta di dare la copertura legale.
Santoro picchia i piedi e si arrabbia e arriva al punto di attaccare anche Enrico Mentana (come se fosse lui il responsabile di tutto) che ha sempre sponsorizzato il suo arrivo a LA7 definendolo “diversamente libero”; qui sinceramente si arriva a toccare il fondo che più fondo non si può.

Mentana diversamente libero? Questo signore ha reso guardabile per anni un TG di Mediaset, ha creato un Talk Show decente sempre in Mediaset ed è stato fatto fuori perchè considerato scomodo in maniera subdola simulando una promozione.
Se una cosa simile fosse successa a lei, signor Santoro, cosa avrebbe fatto? Di certo sarebbe qui ancor oggi a dire che lei è stato maltrattato e imbavagliato, dottor Santoro la prego vivamente di non arrogarsi il diritto di sentenziare cosa sia la libertà e le parlo da persona che spesso è d’accordo con quel che dice.

Mi chiedo se le crociate di Santoro abbiano come obiettivo il nobile tentativo di riportare in italia la libertà di parola tanto agoniata oppure siano il mero tentativo di sottolineare la cattiveria di qualcuno, inalzarsi a paladino della giustizia per riuscire a mostrarsi in video come colui che porta il bene a vincere sul male. 

Signor Santoro, nella sua situazione sono capitati diversi giornalisti e personaggi della TV un elenco lungo che negli ultimi 10 anni ha avuto un boom di partecipazione veramente preoccupante e quasi angosciante.
La libertà di stampa in questo paese è quasi paragonabile a quella dell’unione sovietica in piena guerra fredda, ma vorrei farle notare un paio di cose: la prima è che comunque spero di rivederla in onda che sia sulla RAI, su LA7, su Mediaset o Telemarket non importa. Lo spero non perchè senza di lei non si può stare ma perchè sarebbe un piccolo segno di avanzamento.
la seconda cosa è molto semplice: Biagi, Luttazzi, Grillo, Rossi, Gabanelli, lo stesso Mentana e tutte le altre vittime di questo sistema italiano hanno una cosa che li differenzia da lei… la dignità